-AUDREY HEPBURN: LA MODA DI GIVENCHY

Audrey Kathleen Van Hepburn Ruston, semplicemente conosciuta con il nome Audrey Hepburn, nacque il 4 maggio 1929 a Bruxelles da un banchiere inglese e da una baronessa olandese. Nel 1940 i nazisti invasero l’Olanda, quindi Audrey dovette a lungo soffrire la fame, cibandosi solo di bulbi di tulipano e di insalata belga. Durante gli anni della guerra, Audrey studiò danza per poi approdare al teatro e in fine al cinema.

AUDREY HEPBURN

La prima persona che la notò fu Colette, una scrittrice 80enne, in vacanza a Montecarlo. Ella esclamò “Lei è la mia Gigi!” e la volle come protagonista nella commedia teatrale, tratta dal suo romanzo.

A 22 anni ottenne un ruolo da protagonista nel film “Vacanze romane” di William Wyle, che la portò anche a vincere un Oscar come miglior attrice protagonista.

AUDREY HEPBURN

Nel 1954, interpretò “Sabrina”, uno dei suoi film più belli, in cui dimostra di essere una brillante attrice, ma grazie al quale non ottenne nessun Oscar. Sempre nel 1954 conobbe e sposò Mel Ferrer, dal quale ebbe il primo figlio Sean nato il 17 luglio 1960. Il matrimonio con Ferrer durò 14 anni, fino al 1968.

Questo fatto fece cadere l’attrice in una profonda depressione che le causò un momento di difficoltà sia nella vita privata che in quella lavorativa . In questo periodo di crisi durante una crociera l’attrice incontrò lo psichiatra italiano Andrea Dotti e se ne innamorò. La Hepburn e Dotti si sposarono il 18 gennaio 1969 ed ebbero un figlio, Luca, nato l’8 gennaio 1970. Il matrimonio fu ben presto rovinato dalle numerose relazioni extraconiugali del medico.

AUDREY HEPBURN

Mentre con Ferrer l’attrice aveva rotto quasi completamente ogni rapporto, rimase in contatto con Dotti, per il bene del figlio Luca ancora adolescente. Mentre era ancora sposata con Dotti, aveva incontrato l’attore olandese Robert Wolders, vedovo dell’attrice Merle Oberon. Sei mesi dopo la fine del matrimonio con il medico italiano, la Hepburn e Wolders si incontrarono nuovamente e poco tempo dopo iniziarono a convivere, trasferendosi in Svizzera a Tolochenaz, presso il Lago di Ginevra. I due non si sposarono mai, e nonostante ciò rimasero legati fino alla morte di lei, che morì di cancro all’età di 64 anni il 20 gennaio 1993.

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Lo stilista che creò l’icona: Hubert de Givenchy

Hubert James De Givenchy nacque il 21 febbraio 1927 nella città di Beauvais in Francia. Quando nel 1952 aprì il suo salone aveva 25 anni ed era dunque il più giovane di tutti i grandi sarti. Prima era già stato responsabile e creatore per quattro anni della linea da boutique di Elsa Schiapparelli. Qui aveva sviluppato capi singoli semplici ma versatili: uno stile che lo portò nell’alta moda.

La sua prima collezione suscitò nella stampa un interesse paragonabile a quello ottenuto da Dior con il suo New Look. Con motivi divertenti e colori freschi Givenchy sembrò ritrovare la moda, ma non volle essere rivoluzionario, piuttosto mirare alla perfezione. Presto anche Givenchy venne considerato custode dell’alta moda classica, che eleva ad arte la tecnica del taglio e della finitura. Givenchy si accodò a Balenciaga quando nel 1957 questi decise di non ammettere più la stampa alle sfilate. Decise che i giornalisti potessero vedere le collezioni solo otto settimane dopo i clienti, quando cioè questi non potevano più essere influenzati dalle opinioni espresse nella carta stampata.

Naturalmente la stampa invitò al boicottaggio. Ma poiché Balenciaga era considerato il più importante degli stilisti, a maggior ragione dopo la morte prematura di Dior, i giornalisti non poterono permettersi di ignorarlo. E Givenchy approfittò del privilegio di venire solitamente nominato tutto di fiato assieme al suo amico e protettore. L’attenzione dei media gli fu del resto comunque assicurata da quando iniziò a vestire la nuova star di Hollywood, Audrey Hepburn, per lo schermo come nella vita privata. Da questa situazione nacque un legame di stile che durò fino alla morte.

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Profumi firmati Givenchy

Nel 1957 l’affermato stilista costituì una nuova impresa, Parfums Givenchy,affidando la direzione al fratello Jean-Claude. Dopo le prime difficoltà, il successo arrivò verso la fine degli anni ’60, grazie al lancio dei profumi De e L’Interdit. Quest’ultimo, inizialmente creato in esclusiva per l’amica attrice Audrey Hepburn, prese solo in un secondo momento questa denominazione, che in francese significa “Proibito”. Le caratteristiche del profumo, dai toni fioriti, esprime l’immagine di perfezione che l’attrice comunicava. Nel 1959, Hubert de Givenchy propose due fragranze maschili a completamento della linea di prodotti: Monsieur de Givenchy e l’Eau de Vétyver, originariamente pensati per se stesso. Nel 2007, per i suoi 50 anni, la maison Givenchy ripropose varie creazioni, tra cui L’Interdit, Vetyver o Givenchy III.

Uno stile intramontabile

Quando la gente pensa all’attrice, Audrey Hepburn, la collega immediatamente a parole come grazia, classe, eleganza e stile. Audrey sapeva cosa la valorizzava e cosa non le stava bene e, come ha spiegato suo figlio, Sean, lo stile della madre era: “Un’estensione della sua bellezza interiore, rafforzato da una vita fondata su disciplina, rispetto per gli altri e fede nell’ umanità.” Per molte donne, lo stile di Audrey continua ad essere un esempio di armonia e sofisticatezza senza tempo, un punto di riferimento da imitare. Ci sono alcuni capi di abbigliamento che l’attrice considerava essenziali.

Una camicia bianca
Audrey ne indossava una nel film “Vacanze Romane”. Dopo la sua uscita, questo pezzo divenne un classico dell’abbigliamento femminile. L’attrice era solita a stringerla in vita per valorizzare questa parte del corpo.

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Il tubino nero

E’ stata Audrey a rappresentarci questo abito, sia nel film “Sabrina” sia in “Colazione da Tiffany”, e al giorno d’oggi è ancora imprescindibile per un’icona di stile che si rispetti. Il tubino nero indossato in “Colazione da Tiffany”, che è di Givenchy, nel 2006 è stato venduto a quasi mezzo milione di sterline (oltre 600000 euro). Ormai è un capo assolutamente essenziale in ogni guardaroba femminile.

I tacchi di Audrey erano bassi ed eleganti

Con i suoi 170 cm, la Hepburn superava in altezza molti attori dell’epoca ma non voleva accentuare questa caratteristica. Indossava sempre un paio di ballerine; il sogno di Audrey era quello di diventare ballerina però, i casi della vita le impedirono di esaudirlo, ma mantenne una parte di questo stile nell’abbigliamento quotidiano. Le ballerine ne erano indubbiamente una prova.

Dalla raffinatezza sul set alla semplicità nella vita quotidiana

Quando trascorreva del tempo insieme alla propria famiglia, faceva giardinaggio, o giocava con i cani, si vestiva in un modo molto casual, ma questo stile rilassato non era solo confortevole, veniva caratterizzato anche da un tocco di sofisticatezza.

Audrey preferiva i jeans, i pantaloni classici e i pinocchietti alle gonne. L’attrice prediligeva il denim scuro e classico perché la valorizzava. Passando ai pantaloni la Hepburn portava quelli aderenti.

Per quanto riguarda maglie e camicie, preferiva le polo, i dolcevita neri, le camicie classiche e le t-shirt. Le sceglieva a tinta unita (prediligeva il bianco), senza loghi o stampe.

Per le scarpe usava le ballerine, le sneakers, i mocassini e le calzature di qualità italiane, specialmente quelle di Ferragamo.

Ho voluto rendere omaggio a Audrey, icona incontrastata di stile ed eleganza, perché anche a distanza di quasi 30 anni dalla sua scomparsa, il suo modo di essere e il suo modo di apparire, abilmente creato da Givenchy, rimane attuale e preso ad esempio ancora oggi dal mondo della moda femminile.

”Semplicemente Audrey”

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MilausSarect 💙

Pubblicato da milaussarect

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